Vangelo Tommaso

Gesù disse, "Se i vostri capi vi diranno, 'Vedete, il Regno è nei cieli', allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, 'È nei mari', allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa."


Io vedo, lanterne nere sui muri e porti vuoti dove attraccare.....

Io vedo, lanterne nere sui muri e porti vuoti dove attraccare.....

mercoledì 28 maggio 2008

Follia

Stelle ubriache danzano nella testa,

desideri pronti a cadere come comete,

la speranza tende la mano al futuro.

Vorrei camminare sul tappeto della saggezza,

per avere passi più sicuri.

Cancello con la lingua le scritte sullo specchio dove mi vedo riflesso,

frasi dolci ed amare al tatto con il palato,

le mando giù per assimilarle e farle mie.

Come un bambino sull’altalena,

con il cielo ad un palmo dal naso,

i miei pensieri altalenavano tra il bene e il male.

Una pergamena antica e preziosa conteneva i miei sentimenti,

scritta con il rosso, a volte di fretta,

frasi lasciate a metà o senza senso.

Le bende che fasciavano il cuore sono intrise del tuo colore,

nero come il lato più oscuro ed estremo,

più profondo ed intenso,

discosto dall’essere convenzionale.

Roberto Mattei

giovedì 17 aprile 2008

Portami via


Mi strappo l’amore dal cuore,

come uva saporita la servo a te su un vassoio,

tu sdraiata dolcemente l’ assaporavi,

frutto dell’impazienza di averti mia.

Come sfoglie d’oro i veli della passione adagiati sul tuo corpo,

la nostra vita come cavalli bianchi liberi nella corsa,

nel sentiero i fiori sbocciare al tuo passaggio.

La clessidra conta i granelli di sabbia,

come io conto il tuo batter d’occhi,

laghi lacrimanti al morso dell’indifferenza.

Il tintinnio della campana fuori al pergolato batte il nostro tempo,

lieve e fragile il respiro tuo nella mia mente,

come pietre in un fiume,

resisteremo alle forti correnti della vita.



Roberto Mattei

martedì 1 aprile 2008

Ho rubato qualcosa per me


Festa nel paese,

sentivo cantare il tuo nome,

le finestre mi osservavano incuriosite,

ad ogni passo il dolore dell’ instabilità dell’anima.

Il fumo dei chioschi inebriava l’aria.

passano i carri stracolmi di felicità,

per poi fermare la loro corsa nelle piccole e buie cantine.

Tavoli di legno banditi di parole ai lati delle strade,

le vie attraversavano le persone per mostrare il tempo fermato sulle loro pietre,

l’odore della legna bruciata bloccava la frenetica vita,

presi l’aria con le mani e la portai via con me.

Roberto Mattei


martedì 4 marzo 2008

Quiete

Assopiti dal vento autunnale,
seduti sulle onde di un prato,
si odono le note dell’estate lentamente andare via,
passando per le vallate che si aprono davanti a noi.
Un paese antico ci aspetta,
stringendoci nelle sue strade vecchie,
il rumore non fa più male,
ma si trasforma in una nube di petali bianchi,
dove dolcemente tu ti sdraierai la notte,
ed io curatamene
nel frattempo filerò i tuoi sogni,
lavorandoli in uno splendido ricamo,
pronto al tuo risveglio.
Raccoglierò le prime gocce di rugiada del mattino,
cosicché appena sveglia ti ci potrai specchiare.
Ora ascoltiamo le dolci note dell’ autunno,
seduti sulle onde di un prato,
le nostre anime come chiese abbandonate,
rifugio dei nostri pensieri .
Roberto Mattei

giovedì 21 febbraio 2008


La giostra della prima volta

Pagato il biglietto la ruota mi porta in alto,
la sensazione del vuoto si mischia con una sensazione di riempimento
alla vista del panorama,
alla percettibilità della lontananza con cui guardo ciò che l’occhio mio
riesce a vedere.

Scrutare tutto dall’alto mi reca una certa soddisfazione,
la terra dell’indifferenza ormai dista molto da me,
e questo mi solleva in una pace interiore.

Purtroppo a breve il giro terminerà,
ed uscendo dalla cabina mi ritroverò a calpestare quella terra,
che da molto lontano pochi minuti prima io vedevo.

Le risate dei bambini mischiate allo zucchero filato,
le luci dei lampioni che cercano di fermare la notte,
gioia palliativa delle persone che finendo il giro camminano verso l’uscita.

L’uomo che spara ai palloncini sicuro della sua ricompensa,
una donna piange sulla panchina un pagliaccio davanti a lei.

Nella casa degli specchi entrano di corsa,
sbrigandosi a terminare il percorso per non vedersi riflessi tutte quelle volte,
per non fermarsi davanti a tutte quelle immagini che piano diventano diverse,
e scavano dentro le mille facce dentro di loro.

Ormai sono fuori,
mi allontano dalle giostre,
e quella ruota dove ero prima ormai è lontana,
ed io in quel momento sono guardato da chi è là sopra,
strano gioco della vita .
Roberto Mattei

lunedì 11 febbraio 2008

Uno

Un cuore due persone,
l’attesa di una carezza,
la mano nella mano lungo i viali della vita,
un tramonto diventa un diamante da donarti.

Insieme disegniamo figure unendo le stelle nel cielo,
parliamo la lingua di un altro mondo,
ci fermiamo dove le persone passano indifferenti.

Costruiamo il tetto che ci coprirà dalle intemperie,
puri abbracci in una storia bianca e pulita.

I nostri occhi in un unico sguardo,
vedono le semplici meraviglie del mondo,
che lasciandoci senza respiro,
ci stringe a noi fortemente.

Come un raggio di sole
che passa attraverso gli ulivi nella campagna,
io scruto il tuo corpo,
ed ogni volta è una scoperta nuova.

Il timbro della tua voce impresso sulla pelle,
mi ricorda al tatto la tua bocca,
disegno meraviglioso della natura.
Roberto Mattei

mercoledì 6 febbraio 2008

Come l’acqua

Sotto un petalo mi riparai,
grande era il giardino,
salii sul fiore, sporcandomi del tuo polline,
una goccia di rugiada sulle foglie
si trasformava in un grande mare,
dove mi perdevo naufragando.

Arrivato su un'isola lontana,
mi pervase la sensazione di solitudine,
le stelle i tuoi occhi, la luna il tuo cuore.

Ora passo le mie sere su quell’ isola,
sotto il tuo sguardo, sotto il tuo cuore.
Roberto Mattei